WP5, una pubblicazione scientifica prestigiosa ha studiato componenti della Lacrima di Morro d’Alba e delle Olive ascolane

Polyphenol extraction from Lacrima di Morro d’Alba grape pomace and Ascolana Tenera olive leaves as an effective recovery of agricultural side-streams“.

Ancora una pubblicazione scientifica molto importante, uscita sulla rivista Applied Food Research, cui hanno contribuito i colleghi Francesca Pompei , Laura Alessandroni , Riccardo Marconi , Giovanni Caprioli , Gianni Sagratini , Sauro Vittori , Cinzia Mannozzi del Dipartimento CHIP, Scuola del Farmaco di Università di Camerino, e si tratta di una pubblicazione che va “al cuore” del lavoro del WP5 dello Spoke 6.

Questo studio esplora metodi di estrazione sostenibili per recuperare sostanze benefiche dalle vinacce e dalle foglie di olivo, con l’obiettivo di dare nuovo valore ai sottoprodotti agricoli in un’ottica di economia circolare. Sono state messe a confronto tecniche tradizionali e innovative — come l’estrazione solido-liquido, quella assistita da ultrasuoni, da microonde e con fluidi supercritici — per capire quali fossero più efficaci nell’ottenere composti preziosi come polifenoli e antiossidanti, in particolare flavonoidi, antociani e acidi fenolici.

I risultati hanno mostrato che l’estrazione con ultrasuoni è particolarmente adatta per recuperare alcuni antiossidanti, come flavan-3-oli, acidi fenolici e, tra gli antociani, la malvidina-3-galattoside, presente nelle vinacce dell’uva Lacrima di Morro d’Alba. Nel caso delle foglie di olivo della varietà Ascolana Tenera, invece, non è stata osservata una chiara preferenza dei diversi metodi testati per estrarre sostanze importanti come oleuropeina, idrossitirosolo e tirosolo.

In sintesi, lo studio mette in luce come i residui dell’industria agroalimentare possano trasformarsi in una risorsa rinnovabile di valore, contribuendo a ridurre gli sprechi e a favorire uno sviluppo più sostenibile.

Le conclusioni cui il gruppo di lavoro della pubblicazione è giunto, possono essere così articolate.

Influenza delle tecniche di estrazione
Le diverse tecniche di estrazione incidono in modo significativo sul contenuto di composti fenolici, con effetti diretti sull’attività antiossidante e quindi sui potenziali benefici per la salute.

Vinacce d’uva

  • L’estrazione può essere selettiva a seconda del metodo applicato.
  • I due pretrattamenti studiati non hanno mostrato differenze rilevanti; l’essiccazione ad aria a bassa temperatura risulta comunque utile per stabilizzare la matrice.
  • L’estrazione assistita da ultrasuoni (UAE) è la tecnica più promettente: efficiente, sostenibile e adatta a un possibile impiego su larga scala nell’industria.

Foglie di olivo

  • Non è emersa una chiara selettività dei diversi pretrattamenti o metodi di estrazione.
  • Alcuni composti fenolici sono stati ben estratti:
    • con SLE e UAE nelle foglie di olivo disidratate (OLD),
    • con MAE nelle foglie fresche (OLF).
  • Restano tuttavia limiti importanti: variabilità della materia prima (cultivar, condizioni di crescita, periodo di raccolta), stabilità e biodisponibilità degli estratti, oltre a questioni di fattibilità industriale e valutazione del ciclo di vita (LCA).

Prospettive future

  • Anche se la UAE appare la tecnologia migliore, la sua applicazione su larga scala richiede ulteriori verifiche.
  • È utile esplorare nuovi pretrattamenti e metodi di estrazione per migliorare il recupero dei composti bioattivi, sempre tenendo conto della sostenibilità.

Valorizzazione dei sottoprodotti

  • Vinacce e foglie di olivo si confermano risorse interessanti grazie alle loro elevate proprietà antiossidanti.
  • Il loro riutilizzo contribuisce sia alla gestione sostenibile dei rifiuti sia alla valorizzazione dei prodotti locali.
  • I risultati possono favorire lo sviluppo di nuove normative per l’impiego di questi scarti agroalimentari nella formulazione di alimenti funzionali.

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